PROVINCE
 |
NUORO
La provincia di Nuoro, caratterizzata da un territorio
prevalentemente montuoso (il Gennargentu con punta La
Marmora tocca 1834 m), è la più ricca
di tradizioni e rappresenta quella che per molti è
la culla della "vera" cultura sarda: si dice
ad esempio che la lingua sarda più pura sia proprio
il dialetto della zona di Nuoro e della Barbagia. Centri
balneari di notevole importanza sono Bosa, nella parte
orientale della provincia, Posada, Budoni, San Teodoro,
Orosei e Cala Gonone nella parte occidentale, mentre
particolarmente ricchi di tradizioni sono i paesi di
Mamoiada, Orgosolo (sede dei famosi "murales"),
Desulo e Fonni, unica località sciistica dell'isola.
Buona cucina, sport, trekking, molti siti archeologici
da visitare il nuorese è tutto da scoprire dalla
spiaggia all'interno con la sua flora rigogliosa e ricca
fauna
Porto turistico a Posada, Orosei, Santa Maria Navarrese
Nuoro |
CAGLIARI
La provincia di Cagliari abbraccia tutta la zona meridionale
dell'isola e comprende, oltre all'estesa pianura del Campidano,
le zone del Sulcis (Carbonia la città più
importante) e Iglesiente (da segnalare Iglesias), ricche
di risorse minerarie, e la zona del Sarrabus, amata dai
turisti perchè sede delle più belle spiagge
della provincia (da segnalare in particolare i centri di
Villasimius e Muravera).
SASSARI
La provincia di Sassari, la più grande d'Italia per
estensione, comprende tutta la parte settentrionale della
Sardegna. Sassari è la provincia dove sono state
ritrovate le più antiche testimonianze di abitanti
nell'isola e abbraccia un territorio eterogeneo comprendente
zone molto diverse tra loro per caratteristiche fisiche
e storiche, a partire dalla zona pianeggiante della Nurra
(nella parte nord-occidentale), passando per la variegata
Gallura (nella parte orientale), per l'aspro Logudoro (nella
parte centrale) ricco di nuraghi e chiese di campagna. Oltre
al capoluogo di provincia, seconda città della Sardegna,
tra le città più importanti si segnalano Alghero
e Porto Torres nella parte occidentale, Olbia e Tempio Pausania
nella parte orientale, Ozieri e Bono nella parte centrale.
Centri turistici di notevole interesse sono anche Stintino,
Castelsardo e l'intera zona della Costa Smeralda.
Porto a Porto Torres, Palau e Olbia.
Aereoporto Alghero, Olbia
Sassari
ORISTANO
Quella di Oristano è la più piccola tra le
province della Sardegna ed è anche quella di più
recente costituzione (1974). La parte occidentale e meridionale
è fertile e pianeggiante, mentre quella orientale
comprende le colline della Marmilla e dell'Arborea. Il più
lungo fiume della Sardegna, il Tirso, attraversa il lago
artificiale Omodeo e sfocia nei pressi di Oristano, rendendo
la zona particolarmente fertile: Arborea è il centro
più intensamente coltivato di tutta la Sardegna.
Le città principali dal punto di vista storico culturale
sono senza dubbio la cittadina medievale di Cabras e quella
fenicia di Tharros.
LINGUA
SARDA
LINGUA
SARDA - Ogni zona geografica della Sardegna ha
avuto un'evoluzione storica con influenze linguistiche
differenti che caratterizzano ancora oggi le diverse
varietà del
sardo. Ciò che è costante sono i suoni e la musicalità.
Il sardo risulta il più caratteristico degli
idiomi latini; infatti, mentre le altre lingue neolatine
andavano nei secoli elaborandosi, la Sardegna, e quindi
il Sardo, nel suo isolamento, conserva le peculiarità
originarie di questo linguaggio con le sue origini
illustri, greca e latina.
Il 1700 segna il passaggio della Sardegna dal dominio
spagnolo a quello piemontese e per la
prima metà del secolo permane una situazione bilingue:
il sardo e lo spagnolo. In seguito venne imposto l'uso
dell'italiano come lingua ufficiale e contemporaneamente
venne ridotto l'ambito d'uso del latino; Il rispetto
per la lingua sarda, anche se interessato, continua
anche nel 1800 mentre di pari passo continua la diffusione
dell'italiano. La vera e propria inversione di tendenza
comincia con l'Unità d'Italia, in pratica dopo il 1861.
Intanto la lingua italiana diventa sempre più ufficiale.
Il dialetto, comunque, era ancora diffusissimo.
Col termine Sardo si intendono le varietà dialettali
della Sardegna con esclusione di Alghero, isola linguistica catalana, e di Carloforte e Calasetta, isole
linguistiche genovesi.
Il Sardo si suddivide in cinque principali varietà:
- Nuorese, parlato nel centro dell'isola e nel
Goceano con centro a Nuoro;
- Gallurese, parlato nella parte Nord-Orientale
della Sardegna;
- Sassarese, nella città di Sassari e adiacenze;
- Logudorese, parlato nel centro-Nord della Sardegna;
- Campidanese, nel Sud dell'isola.
Mentre il Nuorese e il Logudorese sono le lingue che
meno di ogni altra hanno subito le influenze continentali,
il Campidanese, pur conservando i tratti caratteristici
del Sardo, si avvicina di più ai dialetti italiani
di tipo centro-meridionale.
Anche il Gallurese ed il Sassarese hanno subito un'influenza
continentale; sono infatti di tipo toscano, anche
se si sono sviluppati al fianco di quello Sardo. |
STORIA
(cronologia)
| DATAZIONE
|
ETA'
|
CULTURE
e CIVILTA' della Sardegna |
CULTURA
e/o MATERIALE |
350.000a.C.
100.000a.C. |
PALEOLITICO
|
INFERIORE
|
CLACTONIANO
RIO ALTANA
(Perfugas) |
Strumenti
in selce scheggiata |
| 35.000
a.C. |
MEDIO
|
|
Osso
lavorato, Strumenti in selce e ossidiana |
| 10.000
a.C. |
SUPERIORE
|
Grotta
Corbeddu (Oliena) |
| 6.000
a.C. |
MESOLITICO
|
| 4.000
a.C. |
NEOLITICO
|
ANTICO
|
SU
CARROPU FILIESTRU, Grotta verde |
Ceramica
cardiale, strumenti in selce e in ossidiana |
| 3.500
a.C. |
MEDIO
|
BONU
IGHINU |
Ceramica
impressa o graffita,
Strumenti e ornamenti in osso,
Strumenti in selce e in ossidiana |
| 2.700
a.C. |
RECENTE
|
OZIERI
con facies gallurese |
Ceramica
riccamente decorata, vasi di pietra, primi reperti metallici,
strumenti in selce e ossidiana |
| 2.500
a.C. |
ENEOLITICO
|
INIZIALE
|
Filigosa
abelazu |
Vasi
a fiasco, ciotole a profilo angolato. Ornamenti di rame
e d'argento |
| 2.000
a.C. |
EVOLUTO
|
Monte
Claro |
Ceramiche
a solcature parallele |
| 1.800
a.C. |
FINALE
|
Campaniforme
|
Vasi
a campana con decorazione geometrica. Bracciali da arciere,
bottoni, armi. Ornamenti di rame |
| 1.600
a.C. |
ETA'
DEL BRONZO |
ANTICO
|
Bonnanaro
|
Vaso
con anse a gomito |
| 1.300
a.C |
MEDIO
|
CIVILTA'
NURAGICA |
Ceramica
a nervature, ceramica a decorazione metopale, ceramica
con decorazione a pettine |
| 900
a.C. |
TARDO
(Recente) |
Olle
ad Orlo ingrossato. Importazioni micenee. Ceramica pre-geometrica,
armi, strumenti. Ornamenti di bronzo. Importazioni cipriote
|
| 535
a.C. |
ETA'
DEL FERRO |
Barchette
e bronzetti. Ceramica geometrica. Statuaria nuragica.
Importazioni fenice e tirreniche |
| 238
a.C. |
ETA'
STORICA e CIVILTA' URBANA |
Civilta'
punica |
Ceramica,
pasta vitrea, oreficeria, statuaria |
| 476
a.C. |
ETA'
ROMANA |
Civilta'
Romana |
Ceramica
industriale.Vetro, oreficeria, statuaria, mosaici |
| 1.000
d.C. |
ALTO
MEDIOEVO |
Civilta'
bizantina
Civilta' Altogiudicale |
Ceramica
oreficerie
Oggetti di bronzo, armi di ferro |
| 1.323
|
ETA'
GIUDICALE e COMUNALE |
|
| 1.479
|
ETA'
ARAGONESE |
1.410
fine del giudicato d'Arborea
|
| 1.720
|
ETA'
SPAGNOLA |
1.708
- 1717, occupazione austriaca
|
| 1.847
|
DOMINIO
PIEMONTESE |
|
| 1.861
|
REGNO
SARDO PIEMONTESE |
|
PROVERBI
SARDI
Homine
sabiu non chircat fattos anzenos
(Gli uomini dabbene non cercano i fatti di altri)
S'homine
faularzu est tentu in pagu cunzettu
(L'uomo bugiardo e' tenuto in poco conto)
Totu
sos homines sunt homines
(Ogni uomo e' uomo. Significa che tutti siamo soggetti a
sbagliare)
Homine
bagasseri, pedidore
(L'uomo che frequenta le prostitute diventa misero nella
persona e nei beni)
Homine
bonu e homine malu, non andat mai cumpare
(Uomo buono e uomo cattivo non vanno mai d'accordo)
Homine
barrosu non lu timas
(L'uomo chiaccherone, non temerlo)
S'avaru
non gosat mai de sos benes suos
(L'avaro non gode mai dei suoi beni)
S'occasione
faghet s'homine ladrone
(L'occasione fa l'uomo ladro)
Su
ladru non hat fide in logu
(Il ladro non riscuote fiducia in nessun luogo)
Chie
est maccu s'istet in domo sua
(Chi e' pazzo se ne stia a casa sua)
Nen
cum Santos nen cum maccos non servit bugliare
(Non si scherza ne' con i santi ne' con i pazzi)
Su
maccu si bidet in d'ogni logu
(Il pazzo si fa conoscere dovunque)
Sos
maccos e sos pizzinnos narat sa veridade
(Matti e bambini dicono la verita')
Su
maccu imparat su sabiu
(Il pazzo insegna al savio. Cioe', tante volte il pazzo
comprende meglio)
De
milli amigos, non sinde incontrat unu fidele
(Di mille amici non se ne trova uno fedele)
Chie
hat un amigu, hat unu tesoro
(Chi ha un buon amico, ha un tesoro)
Mezus
unu bonu amigu chi non unu malu parente
(Meglio un buon amico che un cattivo parente)
De
amigos est bonu a nd'haer finzas in domo de su diaulu
(E' bene avere degli amici anche a casa del diavolo)
A
s'inimigu parare, a sa justizia fuire
(Al nemico fate fronte, la giustizia temetela)
Mezus
bastonadas de amigu chi non lusingas de inimigu
(Meglio avere bastonate dall'amico che lusinghe dal nemico)
Sos
males de sa iuventude bessint in sa bezzesa
(I mali e i vizi della gioventu' si vedono in vecchiaia)
Chie
dormit a pizzinnu pianghet a bezzu
(Chi dorme in gioventu', piange da vecchio. Significa che
chi non lavora da giovane e' povero da vecchio)
Femina
risulana, o est macca o est vana
(Donna che ride sempre, o e' pazza, o e' vanitosa)
Inue
non penetrat sa femina, mancu su diaulu
(Dove non arriva la donna non arriva neanche il diavolo)
Sa
femina est che i sa mela, fora bella, e intro punta
(La donna e' come la mela, fuori bella e dentro bacata)
Tres
cosas sunt reversas in su mundu: s'arveghe, s'ainu e i sa
femina
(Tre cose sono testarde nel mondo: la pecora, l'asino e
la donna)
Sa
femina arrogante isbirgonzat su maridu
(La donna arrogante svergogna il marito)
Bardadi
de femina chi hat boghe de homine, e de homine chi hat boghe
de femina
(Guardatevi dalla donna che ha voce di uomo, e dall'uomo
che ha voce di donna)
Muzere
bella, maridu corrudu
(Moglie bella, marito cornuto)
Sa
muzere de su ladrone non riet semper
(La moglie del ladro non ride sempre)
Amare
e non esser amadu, est tempus ingannadu
(Amare e non essere corrisposto, e' tempo perso)
Ama
si cheres essere amadu
(Ama se vuoi essere amato)
Non
est bellu su chi est bellu, si non su chi piaghet
(Non e' bello quel che e' bello, ma e' bello quel che piace)
Sa
cosa sua a totus paret bella
(La cosa propria a ciascuno sembra bella)
Nen
bella senza peccu, nen fea senza tractu
(Non c'e' una bella senza difetto, ne' una brutta senza
grazia [riferito alle donne])
Fagher
su bellu in cara, et insegus s'istoccada
(Far il bello in faccia, e dietro la stoccata)
Iscuru
a chie non hat in domo sua
(Infelice chi non ha in casa sua)
Sa
domo est minore, su coro est mannu
(La casa e' piccola, il cuore e' grande.[Proverbio antichissimo
dei sardi che riguarda l'ospitalita')
Consizare
sos ignorantes, opera meritoria
(E' opera di carita' consigliare gli ignoranti)
Iscultare
consizos est de sos sabios
(Ascoltare consigli e' dei savi)
In
cosa chi non connoshes lea consizu
(In affari che non conoscete, chiedete sempre consiglio)
Non
disprezies mai ne' raccumandaziones, nen consizos
(Non disprezzate mai ne' raccomandazioni ne' consigli)
Chie
non iscultat consizos, andat in hora mala
(Chi non ascolta consiglio, facilmente cade in errore)
Su
mundu est de chie lu cheret: su chelu de chie l'alcansat
(Il mondo e' di chi lo vuole: il cielo di chi l'ottiene)
Su
mundu est tundu, e chie non ischit navigare falat a fundu
(Il mondo e' tondo e chi non sa navigare cala a fondo)
Paret
chi totu su mundu siat sou
(Sembra che tutto il mondo sia suo.[Si dice di uno che si
cura poco degli altri])
In
su mundu totu sos homines sunt necessarios
(Nel mondo tutti gli uomini sono necessari)
In
su mundu non bi hat ite fidare
(Nel mondo non vi e' da fidarsi)
Totu
su mundu est paesu
(Tutto il mondo e' paese)
De
su trabagliu fattu non ti nde pentas mai
(Del lavoro fatto non pentirti mai)
Trabagliu
continuu binchet ogni cosa
(Il lavoro assiduo vince ogni cosa)
Chie
non trabagliat pro isse, non trabagliat pro sos ateros
(Chi non lavora per se', non lavora per gli altri)
Su
non trabagliare est causa de milli vizios
(Il non lavorare e' motivo di mille mali)
Su
reposu est pius saboridu pustis de su trabagliu
(Il riposo e' piu' gradito dopo la fatica)
Senza
dinari non si cantat missa
(Senza denaro non si canta messa [cioe' non si fa nulla])
Su
dinari in ojos de medas, e in manu de pagos
(Il denaro e' negli occhi di molti, e nelle mani di pochi)
Su
dinari azzegat s'homine
(Il denaro acceca l'uomo)
Chie
hat dinari cumparit innocente
(Chi ha soldi viene giudicato innocente)
Su
dinari non faghet lege
(Il denaro non fa legge)
Homine
fattu cum dinari, non balet a nudda
(Uomo fatto con i soldi non vale a nulla)
Pro
su dinari nissunu narat basta
(Al denaro nessuno dice basta)
Sa
cosa antiga durat de pius
(La roba antica dura di piu')
Sa
cosa furada pagu durat, e comente est bennida, gasi si ch'andat
(La cosa rubata poco dura, e come viene se ne va)
Tottu
sas cosas passant
(Ogni cosa passa)
Sa
cosa cara est sa pius saborida
(La cosa cara e' la piu' saporita)
Sa
cosa pius difficile est a connoscher a isse e totu
(La cosa piu' difficile e' conoscere se stessi)
Sas
cosas bellas sunt sas pius difficiles
(Le cose belle sono le piu' difficili)
Chie
hat pius ricchesas hat pius pensamentos
(Chi ha piu' ricchezze ha piu' pensieri)
Su
riccu est appreziadu dai totus
(il ricco [onesto] e' apprezzato da tutti)
Su
riccu pius nd'hat, pius nde disizat
(Il ricco piu' ha, piu' desidera)
Su
riccu non est cuntentu mai
(Il ricco non e' mai felice)
Su
poveru est pienu de trassas
(Il povero e' pieno di astuzie)
S'avaru
cum sos poveros est che i su lupu cum sos anzones
(L'avaro con i poveri e' come il lupo con gli agnelli)
Sunt
pius de bonu coro sos poveros chi non sos riccos
(I poveri sono di buon cuore dei ricchi)
Arcu
de manzanu, abba de sero: arcu de sero, abba de manzanu
(Arco di mattina, pioggia vicina; arco di sera, buon tempo
spera [Sign: arco a levante (mattina) annuncia pioggia,
a ponente (sera) annuncia buon tempo])
S'abba
ogni cosa nd'andat, foras su machine
(L'acqua leva ogni cosa, salvo la pazzia)
Abba
de sero, friscu de manzanu
(Acqua di sera, fresco di mattina)
A
su male su remediu
(A ogni male il suo rimedio)
Chie
faghet male hat male e pejus
(Chi fa male avrà male e peggio)
Su
male continuu imbezzat sa zente
(Il male continuo invecchia la persona)
Chie
male cominzat pejus accabat
(Chi mal comincia peggio termina)
Su
male remedialu cand'est minore
(Al male rimediate quando è piccolo)
De
sos duos males abbrazza su minore
(Dei due mali abbraccia sempre il minore)
Su
tropu istropiat
(Il troppo storpia)