I Gerani
Daniela Borsatto Canu
Via Mameli 7
08020 POSADA (NU)
tel.fax. 0784854415
estero +39784 854415
cell. +393482604052
cell. +393494121801
e-mail
 

LA MIA SARDEGNA...LE 4 PROVINCIE SARDE, LA LINGUA SARDA, CRONOLOGIA STORICA, PROVERBI in SARDO...

DA SAPERE <<------------------->>DA VEDERE


PROVINCE

NUORO
La provincia di Nuoro, caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso (il Gennargentu con punta La Marmora tocca 1834 m), è la più ricca di tradizioni e rappresenta quella che per molti è la culla della "vera" cultura sarda: si dice ad esempio che la lingua sarda più pura sia proprio il dialetto della zona di Nuoro e della Barbagia. Centri balneari di notevole importanza sono Bosa, nella parte orientale della provincia, Posada, Budoni, San Teodoro, Orosei e Cala Gonone nella parte occidentale, mentre particolarmente ricchi di tradizioni sono i paesi di Mamoiada, Orgosolo (sede dei famosi "murales"), Desulo e Fonni, unica località sciistica dell'isola.
Buona cucina, sport, trekking, molti siti archeologici da visitare il nuorese è tutto da scoprire dalla spiaggia all'interno con la sua flora rigogliosa e ricca fauna
Porto turistico a Posada, Orosei, Santa Maria Navarrese
Nuoro


CAGLIARI
La provincia di Cagliari abbraccia tutta la zona meridionale dell'isola e comprende, oltre all'estesa pianura del Campidano, le zone del Sulcis (Carbonia la città più importante) e Iglesiente (da segnalare Iglesias), ricche di risorse minerarie, e la zona del Sarrabus, amata dai turisti perchè sede delle più belle spiagge della provincia (da segnalare in particolare i centri di Villasimius e Muravera).


SASSARI
La provincia di Sassari, la più grande d'Italia per estensione, comprende tutta la parte settentrionale della Sardegna. Sassari è la provincia dove sono state ritrovate le più antiche testimonianze di abitanti nell'isola e abbraccia un territorio eterogeneo comprendente zone molto diverse tra loro per caratteristiche fisiche e storiche, a partire dalla zona pianeggiante della Nurra (nella parte nord-occidentale), passando per la variegata Gallura (nella parte orientale), per l'aspro Logudoro (nella parte centrale) ricco di nuraghi e chiese di campagna. Oltre al capoluogo di provincia, seconda città della Sardegna, tra le città più importanti si segnalano Alghero e Porto Torres nella parte occidentale, Olbia e Tempio Pausania nella parte orientale, Ozieri e Bono nella parte centrale. Centri turistici di notevole interesse sono anche Stintino, Castelsardo e l'intera zona della Costa Smeralda.
Porto a Porto Torres, Palau e Olbia.
Aereoporto Alghero, Olbia
Sassari

ORISTANO

Quella di Oristano è la più piccola tra le province della Sardegna ed è anche quella di più recente costituzione (1974). La parte occidentale e meridionale è fertile e pianeggiante, mentre quella orientale comprende le colline della Marmilla e dell'Arborea. Il più lungo fiume della Sardegna, il Tirso, attraversa il lago artificiale Omodeo e sfocia nei pressi di Oristano, rendendo la zona particolarmente fertile: Arborea è il centro più intensamente coltivato di tutta la Sardegna. Le città principali dal punto di vista storico culturale sono senza dubbio la cittadina medievale di Cabras e quella fenicia di Tharros.


LINGUA SARDA

LINGUA SARDA - Ogni zona geografica della Sardegna ha avuto un'evoluzione storica con influenze linguistiche differenti che caratterizzano ancora oggi le diverse varietà del sardo. Ciò che è costante sono i suoni e la musicalità.
Il sardo risulta il più caratteristico degli idiomi latini; infatti, mentre le altre lingue neolatine andavano nei secoli elaborandosi, la Sardegna, e quindi il Sardo, nel suo isolamento, conserva le peculiarità originarie di questo linguaggio con le sue origini illustri, greca e latina.

Il 1700 segna il passaggio della Sardegna dal dominio spagnolo a quello piemontese e per la prima metà del secolo permane una situazione bilingue: il sardo e lo spagnolo. In seguito venne imposto l'uso dell'italiano come lingua ufficiale e contemporaneamente venne ridotto l'ambito d'uso del latino; Il rispetto per la lingua sarda, anche se interessato, continua anche nel 1800 mentre di pari passo continua la diffusione dell'italiano. La vera e propria inversione di tendenza comincia con l'Unità d'Italia, in pratica dopo il 1861. Intanto la lingua italiana diventa sempre più ufficiale. Il dialetto, comunque, era ancora diffusissimo.

Col termine Sardo si intendono le varietà dialettali della Sardegna con esclusione di Alghero, isola linguistica catalana, e di Carloforte e Calasetta, isole linguistiche genovesi.

Il Sardo si suddivide in cinque principali varietà:

- Nuorese, parlato nel centro dell'isola e nel Goceano con centro a Nuoro;
- Gallurese, parlato nella parte Nord-Orientale della Sardegna;
- Sassarese, nella città di Sassari e adiacenze;
- Logudorese, parlato nel centro-Nord della Sardegna;
- Campidanese, nel Sud dell'isola.

Mentre il Nuorese e il Logudorese sono le lingue che meno di ogni altra hanno subito le influenze continentali, il Campidanese, pur conservando i tratti caratteristici del Sardo, si avvicina di più ai dialetti italiani di tipo centro-meridionale.
Anche il Gallurese ed il Sassarese hanno subito un'influenza continentale; sono infatti di tipo toscano, anche se si sono sviluppati al fianco di quello Sardo.

 

STORIA (cronologia)

DATAZIONE ETA' CULTURE e CIVILTA' della Sardegna CULTURA e/o MATERIALE
350.000a.C.

100.000a.C.
PALEOLITICO INFERIORE CLACTONIANO
RIO ALTANA
(Perfugas)
Strumenti in selce scheggiata
35.000 a.C. MEDIO Osso lavorato, Strumenti in selce e ossidiana
10.000 a.C. SUPERIORE Grotta Corbeddu (Oliena)
6.000 a.C. MESOLITICO
4.000 a.C. NEOLITICO ANTICO SU CARROPU FILIESTRU, Grotta verde Ceramica cardiale, strumenti in selce e in ossidiana
3.500 a.C. MEDIO BONU IGHINU Ceramica impressa o graffita,
Strumenti e ornamenti in osso,
Strumenti in selce e in ossidiana
2.700 a.C. RECENTE OZIERI con facies gallurese Ceramica riccamente decorata, vasi di pietra, primi reperti metallici, strumenti in selce e ossidiana
2.500 a.C. ENEOLITICO INIZIALE Filigosa abelazu Vasi a fiasco, ciotole a profilo angolato. Ornamenti di rame e d'argento
2.000 a.C. EVOLUTO Monte Claro Ceramiche a solcature parallele
1.800 a.C. FINALE Campaniforme Vasi a campana con decorazione geometrica. Bracciali da arciere, bottoni, armi. Ornamenti di rame
1.600 a.C. ETA' DEL BRONZO ANTICO Bonnanaro Vaso con anse a gomito
1.300 a.C MEDIO CIVILTA' NURAGICA Ceramica a nervature, ceramica a decorazione metopale, ceramica con decorazione a pettine
900 a.C. TARDO (Recente) Olle ad Orlo ingrossato. Importazioni micenee. Ceramica pre-geometrica, armi, strumenti. Ornamenti di bronzo. Importazioni cipriote
535 a.C. ETA' DEL FERRO Barchette e bronzetti. Ceramica geometrica. Statuaria nuragica. Importazioni fenice e tirreniche
238 a.C. ETA' STORICA e CIVILTA' URBANA Civilta' punica Ceramica, pasta vitrea, oreficeria, statuaria
476 a.C. ETA' ROMANA Civilta' Romana Ceramica industriale.Vetro, oreficeria, statuaria, mosaici
1.000 d.C. ALTO MEDIOEVO Civilta' bizantina

Civilta' Altogiudicale
Ceramica oreficerie

Oggetti di bronzo, armi di ferro
1.323 ETA' GIUDICALE e COMUNALE  

1.479 ETA' ARAGONESE 1.410 fine del giudicato d'Arborea

1.720 ETA' SPAGNOLA 1.708 - 1717, occupazione austriaca

1.847 DOMINIO PIEMONTESE  

1.861 REGNO SARDO PIEMONTESE  


PROVERBI SARDI

Homine sabiu non chircat fattos anzenos
(Gli uomini dabbene non cercano i fatti di altri)

S'homine faularzu est tentu in pagu cunzettu
(L'uomo bugiardo e' tenuto in poco conto)

Totu sos homines sunt homines
(Ogni uomo e' uomo. Significa che tutti siamo soggetti a sbagliare)

Homine bagasseri, pedidore
(L'uomo che frequenta le prostitute diventa misero nella persona e nei beni)

Homine bonu e homine malu, non andat mai cumpare
(Uomo buono e uomo cattivo non vanno mai d'accordo)

Homine barrosu non lu timas
(L'uomo chiaccherone, non temerlo)

S'avaru non gosat mai de sos benes suos
(L'avaro non gode mai dei suoi beni)

S'occasione faghet s'homine ladrone
(L'occasione fa l'uomo ladro)

Su ladru non hat fide in logu
(Il ladro non riscuote fiducia in nessun luogo)

Chie est maccu s'istet in domo sua
(Chi e' pazzo se ne stia a casa sua)

Nen cum Santos nen cum maccos non servit bugliare
(Non si scherza ne' con i santi ne' con i pazzi)

Su maccu si bidet in d'ogni logu
(Il pazzo si fa conoscere dovunque)

Sos maccos e sos pizzinnos narat sa veridade
(Matti e bambini dicono la verita')

Su maccu imparat su sabiu
(Il pazzo insegna al savio. Cioe', tante volte il pazzo comprende meglio)

De milli amigos, non sinde incontrat unu fidele
(Di mille amici non se ne trova uno fedele)

Chie hat un amigu, hat unu tesoro
(Chi ha un buon amico, ha un tesoro)

Mezus unu bonu amigu chi non unu malu parente
(Meglio un buon amico che un cattivo parente)

De amigos est bonu a nd'haer finzas in domo de su diaulu
(E' bene avere degli amici anche a casa del diavolo)

A s'inimigu parare, a sa justizia fuire
(Al nemico fate fronte, la giustizia temetela)

Mezus bastonadas de amigu chi non lusingas de inimigu
(Meglio avere bastonate dall'amico che lusinghe dal nemico)

Sos males de sa iuventude bessint in sa bezzesa
(I mali e i vizi della gioventu' si vedono in vecchiaia)

Chie dormit a pizzinnu pianghet a bezzu
(Chi dorme in gioventu', piange da vecchio. Significa che chi non lavora da giovane e' povero da vecchio)

Femina risulana, o est macca o est vana
(Donna che ride sempre, o e' pazza, o e' vanitosa)

Inue non penetrat sa femina, mancu su diaulu
(Dove non arriva la donna non arriva neanche il diavolo)

Sa femina est che i sa mela, fora bella, e intro punta
(La donna e' come la mela, fuori bella e dentro bacata)

Tres cosas sunt reversas in su mundu: s'arveghe, s'ainu e i sa femina
(Tre cose sono testarde nel mondo: la pecora, l'asino e la donna)

Sa femina arrogante isbirgonzat su maridu
(La donna arrogante svergogna il marito)

Bardadi de femina chi hat boghe de homine, e de homine chi hat boghe de femina
(Guardatevi dalla donna che ha voce di uomo, e dall'uomo che ha voce di donna)

Muzere bella, maridu corrudu
(Moglie bella, marito cornuto)

Sa muzere de su ladrone non riet semper
(La moglie del ladro non ride sempre)

Amare e non esser amadu, est tempus ingannadu
(Amare e non essere corrisposto, e' tempo perso)

Ama si cheres essere amadu
(Ama se vuoi essere amato)

Non est bellu su chi est bellu, si non su chi piaghet
(Non e' bello quel che e' bello, ma e' bello quel che piace)

Sa cosa sua a totus paret bella
(La cosa propria a ciascuno sembra bella)

Nen bella senza peccu, nen fea senza tractu
(Non c'e' una bella senza difetto, ne' una brutta senza grazia [riferito alle donne])

Fagher su bellu in cara, et insegus s'istoccada
(Far il bello in faccia, e dietro la stoccata)

Iscuru a chie non hat in domo sua
(Infelice chi non ha in casa sua)

Sa domo est minore, su coro est mannu
(La casa e' piccola, il cuore e' grande.[Proverbio antichissimo dei sardi che riguarda l'ospitalita')

Consizare sos ignorantes, opera meritoria
(E' opera di carita' consigliare gli ignoranti)

Iscultare consizos est de sos sabios
(Ascoltare consigli e' dei savi)

In cosa chi non connoshes lea consizu
(In affari che non conoscete, chiedete sempre consiglio)

Non disprezies mai ne' raccumandaziones, nen consizos
(Non disprezzate mai ne' raccomandazioni ne' consigli)

Chie non iscultat consizos, andat in hora mala
(Chi non ascolta consiglio, facilmente cade in errore)

Su mundu est de chie lu cheret: su chelu de chie l'alcansat
(Il mondo e' di chi lo vuole: il cielo di chi l'ottiene)

Su mundu est tundu, e chie non ischit navigare falat a fundu
(Il mondo e' tondo e chi non sa navigare cala a fondo)

Paret chi totu su mundu siat sou
(Sembra che tutto il mondo sia suo.[Si dice di uno che si cura poco degli altri])

In su mundu totu sos homines sunt necessarios
(Nel mondo tutti gli uomini sono necessari)

In su mundu non bi hat ite fidare
(Nel mondo non vi e' da fidarsi)

Totu su mundu est paesu
(Tutto il mondo e' paese)

De su trabagliu fattu non ti nde pentas mai
(Del lavoro fatto non pentirti mai)

Trabagliu continuu binchet ogni cosa
(Il lavoro assiduo vince ogni cosa)

Chie non trabagliat pro isse, non trabagliat pro sos ateros
(Chi non lavora per se', non lavora per gli altri)

Su non trabagliare est causa de milli vizios
(Il non lavorare e' motivo di mille mali)

Su reposu est pius saboridu pustis de su trabagliu
(Il riposo e' piu' gradito dopo la fatica)

Senza dinari non si cantat missa
(Senza denaro non si canta messa [cioe' non si fa nulla])

Su dinari in ojos de medas, e in manu de pagos
(Il denaro e' negli occhi di molti, e nelle mani di pochi)

Su dinari azzegat s'homine
(Il denaro acceca l'uomo)

Chie hat dinari cumparit innocente
(Chi ha soldi viene giudicato innocente)

Su dinari non faghet lege
(Il denaro non fa legge)

Homine fattu cum dinari, non balet a nudda
(Uomo fatto con i soldi non vale a nulla)

Pro su dinari nissunu narat basta
(Al denaro nessuno dice basta)

Sa cosa antiga durat de pius
(La roba antica dura di piu')

Sa cosa furada pagu durat, e comente est bennida, gasi si ch'andat
(La cosa rubata poco dura, e come viene se ne va)

Tottu sas cosas passant
(Ogni cosa passa)

Sa cosa cara est sa pius saborida
(La cosa cara e' la piu' saporita)

Sa cosa pius difficile est a connoscher a isse e totu
(La cosa piu' difficile e' conoscere se stessi)

Sas cosas bellas sunt sas pius difficiles
(Le cose belle sono le piu' difficili)

Chie hat pius ricchesas hat pius pensamentos
(Chi ha piu' ricchezze ha piu' pensieri)

Su riccu est appreziadu dai totus
(il ricco [onesto] e' apprezzato da tutti)

Su riccu pius nd'hat, pius nde disizat
(Il ricco piu' ha, piu' desidera)

Su riccu non est cuntentu mai
(Il ricco non e' mai felice)

Su poveru est pienu de trassas
(Il povero e' pieno di astuzie)

S'avaru cum sos poveros est che i su lupu cum sos anzones
(L'avaro con i poveri e' come il lupo con gli agnelli)

Sunt pius de bonu coro sos poveros chi non sos riccos
(I poveri sono di buon cuore dei ricchi)

Arcu de manzanu, abba de sero: arcu de sero, abba de manzanu
(Arco di mattina, pioggia vicina; arco di sera, buon tempo spera [Sign: arco a levante (mattina) annuncia pioggia, a ponente (sera) annuncia buon tempo])

S'abba ogni cosa nd'andat, foras su machine
(L'acqua leva ogni cosa, salvo la pazzia)

Abba de sero, friscu de manzanu
(Acqua di sera, fresco di mattina)

A su male su remediu
(A ogni male il suo rimedio)

Chie faghet male hat male e pejus
(Chi fa male avrà male e peggio)

Su male continuu imbezzat sa zente
(Il male continuo invecchia la persona)

Chie male cominzat pejus accabat
(Chi mal comincia peggio termina)

Su male remedialu cand'est minore
(Al male rimediate quando è piccolo)

De sos duos males abbrazza su minore
(Dei due mali abbraccia sempre il minore)

Su tropu istropiat
(Il troppo storpia)